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C.A.I. Imola

Club Alpino Italiano – Sezione di Imola – cai@imola.it

LA SCOPERTA DELLE CAVE DI LAPIS SPECULARIS

Posted by Giannino on 7 ottobre 2017
Posted in Proiezioni e conferenze 

La scoperta delle cave romane di lapis specularis a Monte Mauro, nella Vena del Gesso – MER 25 ottobre ore 21

Gli speleologi della federazione regionale che individuarono la cavità nella Vena del Gesso da cui si estraeva il lapis specularis ci racconteranno l’avvincente storia di come si è arrivati a queste scoperte durante la serata conclusiva delle celebrazioni del 90° anniversario del Cai imolese, che avrà luogo mercoledì 25 ottobre, alle ore 21, presso la sala del Capitolo dei Musei Civici di Imola.

Nel novembre del 2000 alcuni speleologi individuarono nei pressi di Monte Mauro diverse cave in cui si è praticata, in età romana, l’estrazione del gesso speculare: quelle nella Vena del Gesso Romagnola sono le prime mai scoperte in Italia.

 

 

 

 

ll lapis specularis è un gesso a grandi cristalli trasparenti (lat.: specularis), facilmente suddivisibile in lastre piane dello spessore desiderato quando viene tagliato lungo il piano di sfaldatura. Deve il suo nome al fatto che, a partire dall’età romana, è stato utilizzato come elemento trasparente per le finestre, come più economica alternativa al vetro.

Per queste sue caratteristiche è stato oggetto di intensa attività estrattiva e di una commercializzazione ad amplissimo raggio, in modo particolare nei primi secoli dell’Impero. Pompei ed Ercolano mostrano quanto grande fosse la diffusione di questo sostituto del vetro, nel I° secolo, nelle ville dei benestanti.

Le fonti storiche ci dicono che le aree di estrazione erano in Spagna, in Sicilia, nei pressi di Bologna, a Cipro e in Tunisia. Il suo impiego si è protratto anche nei periodi successivi, a livello strettamente locale, come nelle città dell’Emilia-Romagna poste in vicinanza dei gessi.

A partire dal novembre 2000 sono state individuate, soprattutto nei pressi di Monte Mauro, diverse cave in cui si è praticata, in età romana, l’estrazione del gesso speculare: quelle nella Vena del Gesso Romagnola sono le prime mai scoperte in Italia. Particolarmente evidenti le tracce di escavazioni alla Grotta della Lucerna, così chiamata per il manufatto romano ritrovato.

Un ulteriore tassello che si aggiunge alla ricchezza culturale della “Vena”, candidata a diventare, con le altre formazioni gessose del Mediterraneo, “patrimonio dell’umanità” Unesco.

UNIVERSITÀ APERTA – Camminare per conoscere

Posted by Giannino on 7 ottobre 2017
Posted in Info istituzionali 

Anche quest’anno “Università Aperta” organizzerà il corso “Camminare per conoscere” patrocinato dalla nostra sezione.

Sei passeggiate e facili escursioni, nelle mattinate della domenica, condurranno gli iscritti tra Bolognese e Romagna alla scoperta degli aspetti naturalistici, storici ed artistici della nostra zona.

Uscite alla portata di tutti guidate da esperti ed appassionati del territorio.

In programma quest’autunno: la Vena del Gesso ad ovest del Santerno, il Cardello, la guerra a Montecalderaro, il territorio di Moscheta, la via etrusca del ferro, archeologia a Bologna.

Il buco nella roccia

Posted by Giannino on 4 ottobre 2017
Posted in Speleo 

Emozioni nello straordinario mondo ipogeo

Il buco nella roccia

La speleologia trasmette emozioni uniche e indescrivibili. Ci si sente fortunati e privilegiati perché pochi sanno apprezzare e cogliere la reale bellezza che si cela dietro a un “buco nella roccia”, esso all’apparenza non porta a nulla, ma in realtà porta all’interno di un mondo nuovo che non siamo abituati a vedere e che cela spettacoli naturali di bellezza straordinaria. Read more

Il K2 dal versante cinese

Posted by Giannino on 4 ottobre 2017
Posted in Escursionismo 

Quattro soci imolesi al cospetto della “montagna degli italiani”

Il K2 dal versante cinese

Si è appena concluso con successo il trekking in Xinjiang durato quindici giorni, con l’obiettivo di raggiungere il campo base Italiano sotto lo spigolo Nord del K2, conosciuto in Cina come QogoRi (grande montagna).
La spedizione di nove partecipanti, organizzata dal nostro socio e membro del direttivo Giuseppe Pompili, con la partecipazione dei soci Paolo Mainetti, Sante Poppini e Massimo Giacomozzi, ha avuto il patrocinio della sezione del CAI Imola nel quadro delle iniziative volte a celebrare il 90° anniversario della propria fondazione.

E’ stato un itinerario d’altri tempi, impegnativo, svolto in aree remote, a quote comprese tra i 4.000 e 5.000 metri, con numerosi guadi superati a piedi e a dorso di cammello, vero protagonista di questo trek.

Questo quadrupede, provvisto di due gobbe, è resistente alla fatica, alla fame e al freddo, e può trasportare carichi sino a 250 chili nelle zone desertiche di alta quota. Siamo partiti da Kashgar, ex città carovaniera lungo la via della seta, oggi metropoli cinese con 600.000 abitanti. Dopo 545 chilometri di piste, superando alti passi sino a 5000 metri, siamo giunti al villaggio di Yilik, ultimo avamposto abitato, tra le impervie e franose montagne del Kun Lun; qui si trova la frontiera di fatto tra Cina e Pakistan a 50 chilometri dallo spartiacque reale. Ce ne accorgiamo dai minuziosi controlli dell’esercito e della polizia locale, oltre che dai numerosi reticolati di filo spinato che sbarrano la valle.

Superati gli ultimi check-point, ha avuto inizio il trek vero e proprio, che si svolge su sentieri pressoché invisibili, riconoscibili solo dalla nostra guida kirghiza Abdul e dai cammellieri.

Si attraversa una zona “cuscinetto” ampia 50 chilometri, completamente disabitata, fatta di ampie valli fluviali e montagne impervie innevate, alte tra i 5000 e 6000 metri. I rumori che ci accompagnano sono lo scroscio dei corsi d’acqua e il sibilo del vento.

Campeggiamo nelle rare anse del fiume Shakgam con magri arbusti, unico alimento per le nostre cavalcature: una carovana di 12 cammelli, 9 trekkers, 3 cammellieri, il cuoco, l’aiuto e una guida.
Dopo cinque giorni di guadi e passi impegnativi, che ci costringono più volte a toglierci gli scarponi e a salire sul dorso dei cammelli, ecco che vediamo apparire l’inconfondibile silhouette del K2 nel fondo di una valle stretta e incassata.

Lo spigolo nord del K2 si staglia netto tra l’azzurro del cielo da un lato e il bianco delle nubi dall’altro. Lo spigolo “fuma”, segnale di forti venti in quota alla fine dell’estate. La visione dura poco, le nubi presto avvolgono l’intera montagna e anche la salita al campo base italiano a 4700 metri di quota, accanto a un ghiacciaio tormentato che negli ultimi anni si è gonfiato oltre le morene laterali, non ci regala molto di più. Siamo grati alla montagna per essersi svelata per la vista della sua impressionante parete nord, solcata da ghiacciai pensili e spazzata dai venti.

E’ una visione fugace che suscita attrazione e repulsione insieme, unita al fascino dei grandi spazi e della potenza della natura. Ce ne andiamo con la consapevolezza che probabilmente non torneremo mai più in queste lande selvagge e inospitali. Ci basta averle contemplate con timore e reverenza, di aver constatato una volta di più come anche nella solitudine e desolazione più completa, la natura sappia regalarci una grande bellezza.

Giuseppe Pompili

Da sinistra: Poppini, Giacomozzi, Pompili e Mainetti

La valle morenica alla base del K2

PREMIO CITTÀ DI IMOLA 2017

Posted by Giannino on 4 ottobre 2017
Posted in Info istituzionali 

Giovedì 19 Ottobre, ore 21, a palazzo Sersanti

Premio Città di Imola

Incontro e proiezione del film vincitore al Festival Internazionale del cinema di montagna di Trento.

Continua l’omaggio alle grandi figure dell’alpinismo mondiale con una proiezione speciale. Giovedì 19 ottobre, alle ore 21, a palazzo Sersanti a Imola, si terranno l’incontro e la proiezione del film vincitore del Premio Città di Imola al Festival Internazionale del cinema di montagna di Trento, «Oltre il confine, la storia di Ettore Castiglioni». Read more