RUBATA LA WEBCAM AL RIFUGIO DEL LAGO SCAFFAIOLO

Da tempo ci siamo abituati a previsioni del tempo, a breve scadenza, piuttosto affidabili. Ci siamo abituati a sbirciare le webcam per capire quali sono le condizioni del posto dove si intende andare. Ci siamo abituati ad aprire un sito e vedere le condizioni del vento, della temperatura, dell’umidità, della pioggia e l’eventuale movimento delle perturbazioni in un luogo che ci interessa tanto che, ad esempio, per sapere la temperatura nella propria città, in tempo reale, è meglio consultare internet piuttosto che guardare il proprio termometro piazzato, quasi sempre, in una posizione non valida.

Questo è possibile perché delle grosse organizzazioni, prevalentemente statal-militari, con una rete di costosissimi strumenti, a terra e nello spazio, raccolgono ed elaborano i dati utili per la meteorologia.

Esistono però una miriade di istituzioni e gruppi locali che integrano, con osservazioni sul posto, i dati generali, cosa particolarmente utile in un paese dalla morfologia complicata come l’Italia. Per gli amanti della montagna, per stare in zona, sono particolarmente utili i dati dell’Alto Appennino Tosco-emiliano, zona dal clima per molti versi estremo, a dispetto della quota non elevatissima dei monti. L’anemometro di Croce Arcana, ad esempio, ha rilevato la raffica di vento più forte della storia d’Italia, con 238 km/h. ed i volontari di Meteo Sestola che seguono la stazione meteorologica del passo, con ripetuti interventi nel corso dell’anno per riparare i danni provocati dal ghiaccio e dal vento, svolgono un servizio prezioso.

Hanno poi piazzato una webcam al rifugio Cai del Lago Scaffaiolo, luogo particolarmente frequentato dagli escursionisti.

Lo scorso mese dei ladri hanno rubato questo costoso strumento (ideato per resistere alle condizioni del crinale) e così ci siamo trovati, sabato 10 giugno, da Capanno Tassoni allo Scaffaiolo, per una escursione-colletta per ripristinare la strumentazione. Una bella giornata tra boschi e prati in fiore, con le interessanti spiegazioni degli esperti meteo ma con la tristezza delle solite due facce dell’Italia, quella di chi con passione la rende migliore e quella di chi prova a distruggere tutto.

Antonio Zambrini