SENTIERO. 701 – Tra Santerno e Senio da Imola al Passo Ronchi di Berna

(Testi da: “I sentieri della libertà, a cura ANPI; Antonio. Ultimo aggiornamento della pagina: 10/06/2016)

ITINERARIO. IMOLA – TOSSIGNANO – PASSO DEL PRUGNO – MONTE BATTAGLIA – VALMAGGIORE – MONTE MACCHIA DEI CANI – PASSO DEL PARETAIO – PASSO RONCHI DI BERNA

SEGNALETICA. Segnavia  701  CAI Imola

DISLIVELLO. +1350 -350

SVILUPPO. km 54,0

TEMPO. 18 ore

DIFFICOLTÀ.  E

CARTOGRAFIA. Colline imolesi CAI Imola, Alto Santerno 1:25000 Monti Editore 2016

PERCORRIBILITÀ MTB. Percorribile; alcuni tratti non sono pedalabili.

PERCORRIBILITÀ.

• Tossignano – P.sso del Paretaio Segnatura molto buona. Percorribile senza difficoltà. Alcuni tratti del sentiero sono pesantemente infossati e fangosi per via del passaggio di moto (Aggiornamento novembre 2021)

• Faggiola – bivio per Casetta di Tiara (n°607A): percorribilità e segnatura buone (Aggiornamento ottobre 2019)

• Tratto Lotro – P.sso della Sambuca
Percorribilità e segnatura ottime (segnalazione del MAG-2016).

• S.P. del Passo Sambuca Buca delle Fate – Ronchi di Berna: segnatura scarsa (settembre 2021).

PUNTO DI PARTENZA. Stazione ferroviaria di Imola

PUNTO DI ARRIVO. Passo Ronchi di Berna

PUNTI APPOGGIO. Codrignano, Tossignano. Possibilità di scendere a Fontanelice, Casola Valsenio, Castel del Rio, Coniale e Palazzuolo.

DESCRIZIONE DETTAGLIATA TRATTO DA STAZIONE FERROVIARIA DI IMOLA A TOSSIGNANO. Dalla stazione ferroviaria si prende il rettilineo viale Andrea Costa – via Appia – via Mazzini – viale Dante poi, al ponte, ci si dirige verso ovest sulla pista ciclabile. Al Canale dei Mulini si prende a sinistra, avendo questo corso d’acqua come asse da seguire. Uscendo da Pedagna Est, oltre Rio dei Palazzi, si imbocca la vallata con i primi rilievi collinari, marcati da vite, ulivo, frutteti e dagli alberi di parchi e giardini, ben evidenti alla sinistra.

Oltre la piccola borgata di Mulino Paroli il canale scorre tra argini sopraelevati e il nostro percorso, via Canale, ne segue l’andamento serpeggiante nella piana pesantemente modificata dalle escavazioni della ghiaia mentre una sottile fascia alberata segna il corso del Santerno.

Quando via Casette volta verso il cimitero di Ponticelli, si prosegue dritto, in vista di un bel filare di grandi querce; si evita la lavorazione della terra rossa per i campi da tennis e si punta verso la diga di Codrignano. Due lapidi celebrano l’opera, di origine antichissima, che dà origine al canale, un tempo navigabile, che collegava Imola alle Valli della Bassa e da qui al mare. Questo fu anche il luogo di ritrovo dei giovani che, per sfuggire alla chiamata alle armi dei fascisti, partivano per la Faggiola per unirsi ai partigiani della 36esima Brigata Garibaldi.

Con un ponte che attraversa il Canale Lambertini si lasciano sulla destra i capannoni della zona industriale di Casalfiumanese mentre, a sinistra, la fascia di vegetazione fluviale coi calanchi come sfondo è una vista gradevole. In corrispondenza di grandi querce e pioppi si arriva in via Pila, si passa di fronte all’omonimo bel mulino e, dopo un frutteto, si arriva alla Diga della Pila. Il ricorrente toponimo ci ricorda che, nella seconda metà del Settecento, ai tempi di Papa Lambertini, nel territorio di Casalfiumanese venne iniziata la coltivazione (e la pilatura) del riso. Le risaie portarono con sé la malaria e la coltura non ebbe seguito. Una vecchia ciclopedonale corre in fregio al fiume ma viene frequentemente sommersa dall’acqua durante le piene; la nuova rimane più alta, nei terrazzi fluviali di Riviera.

In corrispondenza di Mescola c’è un primo guado che porta il percorso a coincidere con l’esistente lungofiume di Borgo Tossignano, bello e interessante poiché, nello sperone di Paradisa, sezionato dal fiume, permette una visione ravvicinata di tutta la serie delle deposizioni della Vena del Gesso.

Quando si incrocia via Don Giovanni Verità si svolta verso il centro e, con un lungo rettilineo, si arriva al parcheggio del cimitero dove ci si immette sul ramo del sentiero 705 che sale a Tossignano, al parcheggio della quercia scolpita.

 

DESCRIZIONE DETTAGLIATA TRATTO DA TOSSIGNANO A PASSO RONCHI DI BERNA. (Nota: fonte “I sentieri della libertà, a cura ANPI, http://www.anpiimola.it/upld/repository/File/sentieri_liberta.pdf Dalla piazza di Tossignano (m 275) uscire verso sud e proseguire oltre la discesa per Campiuno, tenendo via Monte Battaglia. Si continua, alla fine dell’asfalto, sempre sul panoramico crinale tra il Santerno e lo Sgarba oltre l’agriturismo di Taverna fino ad immettersi sulla S.P. della Lavanda (l’antica strada del Corso) che si imbocca, a sinistra, fino al Passo di Prugno (m 532).Qui si prende, in salita, la stradina, quasi completamente asfaltata, che porta alla torre di Monte Battaglia (m 715), con vari scorci panoramici. Si sale alla restaurata torre, col memoriale ai combattenti dell’ottobre 1944 e il disco di orientamento panoramico, curato dal Cai di Imola. Un sentiero ridiscende alla strada, ora con fondo ghiaiato un po’ dissestato e, con poco traffico automobilistico, si arriva alla restaurata chiesa di Valmaggiore (m 697) evitando le discese, a destra per Castel del Rio e, a sinistra, per la valle del Rio Cestina. Per via dei disboscamenti avvenuti nei tempi passati l’ambiente è ancora piuttosto arido, caratterizzato solo da cedui di roverella ma la dorsale da percorrere è netta e il panorama è piacevole.

Al Monte della Croce, dove confluisce un sentiero che sale da Valsalva – Cà Pianazzo, si dominano gli ampi pascoli del Ronco presso le sorgenti del Fosso Canaglia di Moraduccio.

Si sale verso la Macchia dei Cani m 966 evitando la larga pista che, a sinistra, scende verso il rio Cestina e si arriva ad un prato con dei ginepri dove si trovava l’antica Dogana tra le Legazioni Pontificie e gli stati del Granduca di Toscana, lungo la via di crinale che stiamo percorrendo e che suppliva al ruolo dell’attuale strada “Montanara”, costruita soltanto alla metà dell’Ottocento.

Si passa poi sotto l’arenacea parete nord della Faggiola mentre la pista è a tratti ridotta a un pantano dal passaggio dei mezzi fuoristrada. Ai margini dei prati, il cui centro era occupato da un grande paretaio, si trovano, da una parte il cippo in mattoni eretto in memoria dei caduti della 36ª Brigata “Garibaldi” e dall’altra un minuscolo laghetto, all’innesto del sentiero n° 609 che sale da Palazzuolo-Visano. Il faggio è diventato intanto l’essenza dominante e, dalla cima della Faggiola m 1031, spesso si gode di un bel panorama fino alla montagna modenese, frequentemente innevata, e sul più vicino Falterona.

Si esce dai prati in corrispondenza di una fontana e in breve, con dei saliscendi, si è al passo del Paretaio della Provinciale Coniale – Palazzuolo sul Senio, a fianco del monumento alla Resistenza. Si percorrono, a destra, sulla strada asfaltata, circa trecento metri per poter nuovamente guadagnare il crinale (sx) sulla pista creata durante delle ricerche petrolifere costeggiando le Piane della Ritornata, Poggio Cestina m 967, la Selvarella m 946 e, dopo essere passati sullo spartiacque tra il fosso di Mantigno e il fosso del Gattone, si giunge al Monte del Fabbro da dove, sulla destra, è possibile discendere per Vecchieto e Rapezzo.

La pista continua sempre in crinale; si scende alla Bocchetta del Borgano e, con una ripida salita su grandi scalacce di arenaria, si tocca il Cimone della Bastia (m 1090) e dopo un quarto d’ora si arriva al Roncaccio (m 1044). A nord il panorama si apre sulla dorsale di Campanara e a sud sulla boscosa alta valle del Rovigo. Una pista, sulla destra, indicata da un pilastrino verde (sentiero CAI n° 607A), scende a Casetta di Tiara.

Dopo le Lagune ed i ruderi del Faino, continuare sempre sul crinale Santerno/ Senio evitando piste e sentieri che scendono a destra (in particolare quella, molto netta, n° 741). Dopo l’Altello, dove una larga pista scende ai Diacci e poi alla bella Cascata dell’Abbraccio, con uno spettacolare panorama verso nord, sulla testa del Senio, si raggiunge infine il Passo della Sambuca (m. 1064), sulla strada tra Palazzuolo sul Senio e la Colla di Casaglia.

Prendere a sinistra, in direzione di Palazzuolo e seguire la strada (Strada Statale 477) per circa 700 m e, appena dopo il km 10, prima del tornante con la Croce, prendere il sentiero sulla destra che porta al Passo Ronchi di Berna.

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MAPPA OPENSTREETMAP – TRATTO DA IMOLA A TOSSIGNANO. 

 

MAPPA OPENSTREETMAP – TRATTO DA TOSSIGNANO AL PASSO RONCHI DI BERNA.