UN NUOVO SITO UNESCO PER L’ITALIA: I GESSI DELL’EMILIA ROMAGNA DIVENTANO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ.

UN NUOVO SITO UNESCO PER L’ITALIA: I GESSI DELL’EMILIA ROMAGNA DIVENTANO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ.

È arrivata nel primo pomeriggio del 19 settembre 2023 la splendida notizia dall’Arabia Saudita, da Riad, dove si è riunito il Comitato internazionale dell’agenzia delle Nazioni Unite, a seguito della valutazione positiva dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, organo di consulenza tecnica dell’Unesco.

Le grotte e i fenomeni carsici che si trovano nelle rocce evaporitiche (gesso e sale) delle grotte dell’alto appennino settentrionale sono ufficialmente riconosciute come valore universale per le loro caratteristiche di unicità e rappresentatività a livello mondiale. Un sito composto da sette aree nelle province di Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna: Alta Valle Secchia (Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano), Bassa Collina Reggiana (Paesaggio Protetto della Collina Reggiana), Gessi di Zola Predosa (sito Natura 2000), Gessi Bolognesi (Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa), Vena del Gesso Romagnola (Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola), Evaporiti di San Leo (sito Natura 2000), Gessi della Romagna Orientale (Riserva Naturale Regionale di Onferno).

Abbiamo accolto la notizia con immensa gioia memori del grande lavoro fatto in questi decenni dalla nostra sezione fino ad arrivare ai tempi nostro esimio concittadino Giuseppe Scarabelli, che per primo seppe cogliere il valore inestimabile di questo sito.

È stato un percorso lungo e faticoso che ci ha visti impegnati da sempre grazie ad una attività che ha radici lontane.

È per merito dell’operato di chi già molti decenni fa credeva che questi siti meritassero di venire protetti da parchi, di chi esplorava le prime grotte, di chi segnava i primi sentieri, di chi percepiva l’importanza degli habitat naturali subito alle spalle di Imola e si adoprava per vederli tutelati.

Il nostro pensiero prima di tutto va a loro, a chi magari non ha potuto gioire nel vedere compiuto l’atto finale di tutela degli evaporiti dell’Emilia-Romagna, ma ci aveva creduto sin da tempi lontani. Come non meno ci sentiamo di ringraziare l’insostituibile lavoro della Federazione Speleologica dell’Emilia-Romagna, l’università di Bologna, Il CAI regionale per l’appoggio fornito, Il Comitato Scientifico Regionale del CAI, la regione Emilia-Romagna e tutti colori che sono diventati filiera di questa catena.

Mi auguro che con il conseguimento di questo risultato storico questa diventi davvero una vittoria di tutti, ci illumini le menti e ci consenta di rinserrare le fila per difenderla.”.

 

Paolo Mainetti

Vena del Gesso – La Riva di San Biagio