II° ed. CONCORSO “CHE MONTAGNA RAGAZZI” 2018 – Elaborati sezione B) RACCONTI
CONCORSO 2018 – Cod 04 IL VECCHIO ALBERO E LA BAMBINA – CLASSE 5°  I.C. 4 “PULICARI”

Da tanti anni vivo in questo bosco, ben fermo sulle mie radici e con la mia folta chioma sempre attenta e di cose ne ho viste molte, ma quella più sorprendente è stata la storia che vi voglio raccontare.

Era una bella mattina d’estate, l’aria era fresca, il cielo limpido e le cime qua e là ancora imbiancate splendevano al sole. Mentre aspettavo, sperando in qualche goccia di pioggia, sentii dei passi leggeri e un pianto di bambino. Feci vibrare le mie foglie, come orecchie vigili alla ricerca di una spiegazione e vidi arrivare una bambina sola che stava disperatamente chiamando i suoi genitori.

Era esile e non troppo alta, tutta sporca con i capelli lunghi e arruffati. Aveva la carnagione piuttosto scura, labbra carnose e occhi verdi come due smeraldi, ma sgranati come fari accesi dalla paura.
-Perché piangi?- le domandai. La bambina si fermò e si girò intorno per capire chi avesse parlato, spaventata dalle mie parole. -Sono io, non preoccuparti, sono l’albero più vecchio del bosco! Cosa ti è accaduto?-. La bambina incredula si voltò di scatto e mi domandò: – Sei tu a parlare o io sto cominciando ad avere le voci in testa? –

Io risposi: – Stai tranquilla, non hai le voci in testa, sono io e ti voglio aiutare!-La bambina mi rispose che aveva perso i suoi genitori e per questo motivo stava vagando nel bosco. -Come ti chiami?- le chiesi – Elvira – mi rispose lei con voce stanca. -Quanti anni hai?- continuai -Undici- rispose lei. – Ma da dove arrivi?- le domandai incuriosito – Dalla Siria – ribattè Elvira. A quel punto, sorpreso, volli sapere cosa le era successo e cosa l’aveva portata fin lì.

Elvira iniziò a raccontarmi la sua storia, una storia di tristezza, ma piena di sorprese e di coraggio. Era partita dalla Siria, a bordo di un camion sgangherato, ammassata con mille altre persone. Li avevano portati sulla costa a Latakia e lì, dopo aver pagato una grossa somma a dei malvagi personaggi, si erano imbarcati su una carretta del mare. Era un vecchio gommone malridotto, costruito per portare una ventina di persone sul quale però ne avevano imbarcate almeno quaranta.

In Siria c’era la guerra e suo padre le aveva spiegato che era necessario lasciare tutto, perché lì avrebbero rischiato la vita. Avevano navigato su un mare buio e nero come demone pronto a ingoiarli. Erano approdati sulla costa siciliana, dove erano stati smistati in varie regioni italiane. Suo padre aveva grandi progetti: andare in Austria e aprire un’attività. Perciò avevano deciso di attraversare le Alpi per oltrepassare di nascosto il confine.

Purtroppo Elvira, per la fame, si era fermata a raccogliere due fragoline ; aveva visto un capriolo, poi un riccio  e  così …aveva perso il sentiero.
Io allora feci vibrare le foglie, così lo stormo di fringuelli che aveva fatto il nido tra le mie braccia, sentita la sua storia, decise di aiutarla. La mamma e il papà stavano vagando disperatamente, così, quando si accorsero che questi uccelli gli svolazzavano intorno per indicargli una direzione, iniziarono a seguirli. Di fronte a me videro la loro piccola e la abbracciarono, la consolarono e, tenendola stretta per mano, proseguirono la loro strada.

Elvira si girò e mi fece l’occhiolino e io le risposi sorridendo e agitando le mie foglie.